5 dicembre 2011

Navigo in acque agitate credendo di essere un buon capitano

Sono due mesi che non riesco a trovare un momento per scrivere.
Nel frattempo ho realizzato 3 video industriali per tre grandi aziende, Enel, Autostrade, Vitrociset, ho seguito e/o diretto conferenze a Torino, Amsterdam, Paestum parlando di progettualitià, condivisione e importanza di una piattaforma comune, sviluppato un progetto pilota e rifatto lo show reel dell'azienda da presentare domani ad un importante cliente.
Due mesi e zero week end di pausa...
Erano talmente tante cose da concepire, sviluppare e realizzare che molto spesso mi sono sentito perso.
Non perso nel senso del non sapere cosa fare o come affrontare i problemi, ma perso come se fossi arrivato ad una condizione di default.
Quando hai talmente tante cose da fare non riesci più a governare gli eventi, un po' li navighi ed un po' ti  lasci trascinare per recuperare le forze.

Oggi a distanza di qualche ora dall'ultima consegna mi sento come se la tempesta fosse appena terminata,
le nuvole si stanno diradando e la brezza mi lascia navigare serenamente.
Non sono un naufrago e per tenere la barca in piedi come capitano ho dovuto fare delle scelte forti durante questa tempesta.
Ho imposto dei ritmi molto rigidi, mi sono fidato solo delle persone su cui avrei potuto certamente contare, ho lasciato a casa delle altre che piuttosto introducevano distrazione con la sola presenza e splittato il lavoro su due team paralleli .
Bella sfida questo periodo.
Ti fa pensare che è possibile fare un sacco di cose, ma ti fa capire che un team deve essere sviluppato intorno alle persone giuste ed io le sto ancora cercando.
Spero di trovarle presto per poter attraversare la prossima tempesta con maggior destrezza ed ottenere dei risultati ancora più efficaci.
Non voglio accontentarmi di attraversare la tempesta e superarla vivo.
Voglio sentirmi vivo mentre lo faccio, voglio conferire maggiore solidità alla barca che sono certo puo' surfare sulle onde svariati metri!