10 febbraio 2013

Punto 4: Offrire occasioni di lavoro

Rifacendomi al  Punto 1 della mia analisi auspico una ampia commistione di professionalità fortemente eterogenee all'interno della cooperativa.

Il mondo dei free lance, a mio avviso, è costituito da tre tipologie di persone:

  • quelle ricche di spirito imprenditoriale con uno spiccato senso di aggregazione
  • quelle che hanno interesse a cambiare continuamente contesto per poter avere opportunità artistiche diverse 
  • quelle che hanno fatto di necessità virtù.
In una cooperativa, possibilmente costituita da un ragionevole numero di associati diffusi sul territorio e
dove il livello di comunicazione e collaborazione tra i soggetti è solido e proficuo ritengo che sia naturale che si creino degli schemi dove sarà sempre più conveniente per alcuni organizzare e procacciare il lavoro mentre per altri realizzare quanto proposto dai primi.

In tal senso la cooperativa dovrebbe promuovere ed incentivare lo spirito imprenditoriale dei soggetti più dinamici poichè garantirebbe la sussistenza e la longevità della stessa.

Ritengo ragionevolmente utile che la cooperativa impieghi parte dei suoi proventi per organizzare attività di marketing e promozione per incrementare le occasioni di lavoro che essa stessa può generare autonomamente favorendo la visibilità di tutti gli associati che hanno interesse nelle attività di organizzazione e attuazione delle commesse. 

Investire in alcuni soggetti potrebbe rischiare di creare delle lobby, dei sottogruppi, che tendono a chiudere il cerchio intorno a loro stessi e a far girare il  lavoro sempre tra gli stessi soggetti.

Ritengo che è possibile superare il problema favorendo il ricambio dei team per quote ragionevoli   integrando i soggetti meno attivi ed in particolar modo gli associati da meno tempo in progetti attivati direttamente grazie alla cooperativa stessa.