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14 febbraio 2013

Punto 8: creare strumenti di valore per tutti


E' impensabile immaginare che una cooperativa, specialmente se costituita da centinaia di persone, possa usare tutti gli stessi strumenti di produzione, ogni gruppo deve avere la libertà di scegliere quali sono gli strumenti più vicine alle sue esigenze o alle esigenze del singolo prodotto.


Tenendo ferma questa convizione, credo tuttavia che la cooperativa abbia il compito primario di  strutturare un modello condiviso di partecipazione ed operatività.

Per farlo c'è bisogno di

13 febbraio 2013

Punto 7: stimolare la formazione

Uno degli aspetti fondamentali della Computer Grafica è la sua profonda vocazione all'innovazione.

Ogni giorno gli strumenti cambiano a favore di soluzioni più rapide, efficienti o addirittura rivoluzionarie.
A meno che non si partecipa a quelle produzioni che creano l'innovazione è difficile mantenere costante ed efficace l'aggiornamento delle proprie conoscenze in particolar modo se il momento storico personale è produttivamente ricco di attività che creano reddito alle quali dare la precedenza.

Esistono diversi modi per supportare la formazione:
  • attivare workshop on line e in eventi live
  • preparare dei videotutorial 
  • attivare un help desk dove chiedere aiuto e ricevere hint dedicate da professionisti che hanno già affrontato quelle esperienze
  • incentivare la divulgazione di best practices e di case history di progetti realizzati dai soci 
 Ritengo che tutti questi strumenti dovrebbero essere resi disponibili da una cooperativa non

12 febbraio 2013

Punto 6: offrire servizi commerciali

Se guardo alla dimensione che immagino per la cooperativa non riesco a pensare ad un network inferiore a qualche centinaio di soggetti.

Un numero simile permette di creare delle condizioni di acquisto di prodotti commerciali ad una cifra sicuramente più vantaggiosa che se fosse eseguita dai singoli soggetti personalmente.

Mi vengono in mente i contesti più disparati:

  1. un accordo collettivo per servizi di consulenza legale e tributaria a livello personale, 
  2. bulk discount per pre-acquisto di migliaia di ore di rendering invece di poche decine per volta,
  3. sconti nell'acquisto di beni o servizi inerenti all'attività come licenze software 
  4. disponibilità di garanzie per beni strumentali da acquistare a rate  
Quello che è certo, è che più è importante la dimensione della cooperativa maggiore sarà il suo potere d'acquisto.

Ricordo che uno degli aspetti principali della cooperativa è proprio la mutualità nei confronti dei propri soci, credo di aver dato degli esempi validi con questo post.

11 febbraio 2013

Punto 5: Offrire supporto legale, fiscale e finanziario

Il mio modello di riferimento è la società cooperativa a responsabilità limitata.
Far parte di una entità di questo genere comporta il trasferire ad essa la commessa che si vuole portare a termine.
Ciò significa che il rapporto commerciale si instaura tra il cliente e la cooperativa.
Il socio promotore del progetto viene definito project leader ed ha il compito di garantire la corretta esecuzione dello stesso entro i limiti di budget stabiliti nel preventivo.

Questo, se da un lato limita la libertà di azione del singolo che deve sottostare alle regole della cooperativa dall'altra lo fa beneficiare di tutta una serie di vantaggi:


  1. E' un soggetto giuridico a responsabilità limitata che si espone verso terzi
  2. Si dispone (ad una frazione del costo poichè spalmato su un numero maggiore di progetti) di un commercialista che opera nell'interesse della collettività,
  3. Si dispone di un supporto legale nella formulazione di contratti, in caso di recupero crediti e di contese   
  4. Si fraziona il rischio di impresa poichè tutti i soci che hanno preso parte alla produzione sono responsabili pro quota del loro operato 
  5. si alleggerisce la pressione finanziaria sul singolo soggetto che è chiamato a pagare delle tasse che gli competono per il reale reddito prodotto 
  6. si elimina l'impegno ad anticipare personalmente i costi della produzione.
Ancorchè siano evidenti i vantaggi creati da una struttura come la cooperativa ci sono argomenti fondamentali

10 febbraio 2013

Punto 4: Offrire occasioni di lavoro

Rifacendomi al  Punto 1 della mia analisi auspico una ampia commistione di professionalità fortemente eterogenee all'interno della cooperativa.

Il mondo dei free lance, a mio avviso, è costituito da tre tipologie di persone:

  • quelle ricche di spirito imprenditoriale con uno spiccato senso di aggregazione
  • quelle che hanno interesse a cambiare continuamente contesto per poter avere opportunità artistiche diverse 
  • quelle che hanno fatto di necessità virtù.
In una cooperativa, possibilmente costituita da un ragionevole numero di associati diffusi sul territorio e

9 febbraio 2013

Punto 3: standard e garanzia

Questo punto è il nodo fondamentale nel funzionamento di un gruppo eterogeneo di persone, sia esso un network, una cooperativa o una entità molto più semplice.
E' il punto più complesso da definire ed accettare poichè richiede una grande condivisione di valori e metodi operativi.

Il mercato della computergrafica è costellato da una quantità di variabili immensa, ogni prodotto può essere realizzato, a seconda delle aspettative, con tecniche e livelli di dettaglio che cambiano radicalmente l'impegno produttivo ed

8 febbraio 2013

Punto 2: Promuovere la collaborazione

Continuando l'analisi della cooperativa ritengo focale per la sua efficacia il superamento delle barriere psicologiche della mancanza di conoscenza e fiducia dei propri colleghi e potenziali collaboratori.

Uno degli elementi che più frena le persone a collaborare è l'incertezza del risultato che il prossimo può offrire.
Io stesso ritengo che devo avere ampi margini di manovra nel caso debba sopperire alle mancanze

24 dicembre 2012

Punto 1: aggregare soggetti

Nella mia visione la cooperativa deve essere aperta a singoli professionisti e ad aziende che hanno interesse nella realizzazione di prodotti di comunicazione audiovisiva sia essa carta stampata, video o prodotto interattivo.

Punto di aggregazione deve essere la necessità di non riuscire con le proprie singole forze a realizzare interamente i prodotti che si vuole offrire o ai quali si è chiamati a partecipare.

In questo contesto vedo diversi scenari:

1. il professionista che ha una clientela consolidata è chiamato a realizzare un prodotto che va al di là delle proprie competenze e ricerca tra i soci della cooperativa chi può supportarlo nelle proprie mancanze
2. l'azienda che deve sopperire a delle esigenze di sovraproduzione momentanea ricerca tra i soci chi può sostenerla
3. l'agente che si pone come procacciatore di affari funge da "dispatcher" di progetti ai soggetti in grado di reperirli e portarli a compimento

In ogni caso la cooperativa è un soggetto distinto dai singoli e nessuno dei soci ha l'obbligo pratico nè morale di rimettere tutti i suoi lavori all'interno della cooperativa.

La logica è chiara: la cooperativa deve costituire un vantaggio e non un limite.
chiunque ne fa parte deve sentirsi libero di operare indipendentemente.

  

Analisi dei punti focali del "Layer istituzionale"

Ho chiuso l'ultimo post con la promessa di parlare delle cooperative.
Innanzitutto parliamo di principi:
L'obiettivo di un "layer istituzionale" nella mia visione è quello di porsi come una sovrastruttura che svolga le funzioni di:
  1. aggregatore di soggetti che perseguono lo stesso fine,
  2. promotore della collaborazione e conoscenza tra i soggetti
  3. strumento di definizione  di standard e organo di garanzia
  4. offrire occasioni di lavoro
  5. offrire una consulenza ed un supporto fiscale, legale e finanziario 
  6. offrire servizi commerciali 
  7. offrire occasioni di formazione 
  8. creazione di strumenti di valore per tutti i soggetti
Ho scoperto anche grazie ad un utilissimo seminario che

23 dicembre 2012

Un layer tra clienti e produttori

Continuo a riflettere sulla causa della morte della mia azienda:
i costi erano maggiori dei ricavi.
Detto così sembra che si lavorasse in perdita ma non è la verità, non in termini assoluti.
Ogni singolo progetto aveva dei margini adeguati, ma la scarsità di nuove commesse mista ai costi fissi ha completamente prosciugato il cash flow e ha strozzato la struttura fino a portarla alla morte.

In partica un progetto valevole, come la Spark, semplicemente si è autodistrutto perchè le mancavano i capitali per sostenere i costi fissi...

5 febbraio 2012

Il popolo delle partite iva, precari o mobili?

Devo essere sincero, mi sto affezionando ai modi ragionevoli e esplicativi di un presidente del consiglio che ha come primo impegno mostrare il perchè della sua visione.

Il tema a me più caro, probabilmente dovuto alla mia età ed al ruolo che ricopro, è quello legato al mercato del lavoro, alle liberalizzazioni, al patrimonio (della cultura del lavoro) che lasceremo per il futuro.

Come datore di lavoro ascolto attentamente quanto si discute oggi,
si parla dei contratti atipici e del fatto che debbano essere eliminati, si parla di un nuovo mercato delle partite iva per i giovani fino a 35 anni molto più convenienti rispetto alle precedenti, si parla di

19 dicembre 2011

La crescita, le startup, l'Italia

Da quando è in auge il governo Monti non si parla d'altro che di sostenibilità, equità e rigore...
Nei giorni scorsi ho speso molto tempo a ragionare su questi concetti, mi sono lasciato influenzare positivamente anche dall'articolo di wired su Capobianco e sentivo il bisogno di capire meglio il concetto di start-up e di flessibilità del lavoro.

Per riassumere, molto brevemente, la start-up è una azienda che nasce con l'obiettivo di sviluppare in un tempo determinato (circa 5anni) il prototipo di un'idea innovativa (un prodotto o un processo) che possa suscitare l'interesse di qualche grande azienda.
Chi partecipa a questo genere di azienda solitamente è l'ideatore (o gli ideatori) che definisce gli obiettivi e le esigenze e, in seconda battuta se il progetto è interessante,

16 dicembre 2011

Grazie wired

Mi è arrivato qualche giorno fa Wired di dicembre.
In uno dei miei momenti di meditazione ho letto l'articolo su Fabrizio Capobianco.
Questo il suo blog:

http://www.siliconvalleyitalia.com/

Tutto molto interessante ma necessita di un pò di tempo per studiare e metabolizzare...
spero di arrivare presto a delle mie idee in merito.
Ci sono parecchi argomenti: alcuni spaventosi, altri interessanti e molti spiazzanti, almeno per me che cinque anni nella stessa azienda li ho già passati....

3 ottobre 2011

studio diffuso... migliora la qualità della vita?

Sono di ritorndo da Bevagna,
una cittadina medievale nel cuore dell'Umbria, sono stato davvero bene in questo piccolo e vivo aggregato di case... sarà abitato da poche centinaia di anime.. forse mille...
Passeggiando per le strette vie sono stato immediatamente colpito dalla mancanza di auto, dal piacere della tranquillità come elemento preponderante.
I bambini correvano sereni per strade senza traffico, anziani prendevano il sole ascoltando il rumore del fiume che lento scorre vicino ad una delle porte della città.

 Ho cominciato a pensare al rumore di mezzi che tutta la notte invadono la mia camera a Roma, ho riflettuto sul fatto che per attraversare la città, fare la spesa e tornare a casa in questo posto corrisponderà al massimo a 10 minuti a piedi.... ho iniziato a mettere in discussione il motivo per cui bisogna abitare in una metropoli per poter lavorare nel mondo della computergrafica.

Perchè vale la pena vivere a roma?
Per la facilità di raggiungere i clienti?
Per la possibilità di reperire rapidamente manodopera qualificata?
per la possibilità di avere un posto nella città dove le cose accadono?

Roma costa cara, talmente tanto da sbilanciare il rapporto compenso / costo della vita
si spendono almeno due ore al giorno per trasferirsi da casa all'ufficio
la manodopera specializzata si trova con il contagocce... sono partiti per l'estero tutti i miei colleghi
la clientela la devi raggiungere perchè difficilmente viene a trovarti in azienda
e allora?

Non varrebbe la pena migliorare di gran lunga la propria vita spostandosi in un centro dove poter coltivare la propria passione e la propria famiglia senza drammatici conflitti?
Non varrebbe la pena investire quelle due ore perse in attività migliori?
Non ne gioverebbero il nostro udito ed il nostro respiro di un luogo molto meno inquinato?
non sarebbe molto più intelligente investire i propri soldi in un mutuo per una casa accettabile (non 35mq nella più profonda delle periferie)

Mi è venuta una fantastica idea....

29 agosto 2011

Devo assolutamente rivedere i miei piani!

Sono andato a vedere Kung FU Panda2.

Non mi aspettavo una storia incredibile ma sapevo che visivamente sarebbe stato molto interessante.
Bhè poichè ero partito "low profile " mi sono divertito più del dovuto.
Le ambientazioni erano così cariche di colori, hanno scelto una serie di palette cromatiche che mi sono piaciute particolarmente.
Un uso davvero sapiente dei volumi, un'ottima scelta di inquadrature pensate per un prodotto stereoscopico maturo e delle animazioni magistrali mi hanno riempito gli occhi ed il cuore per non parlare dello stile dei momenti cartoon 2D... design pazzesco.

Ad un certo punto come in tutti i film sono arrivati i titoli di coda....
non finivano più....
ci saranno state almeno 300 persone segnate su quello schermo...
e come al solito ho pensato....

26 agosto 2011

Mi serve un visionario che abbia voglia di seguirmi o di farsi seguire

Questa settimana la nostra compositor ci ha lasciati, torna nell'azienda dove lavorava prima, in Rainbow CGI e le auguro tutto il meglio per il suo futuro.
Ci ha lasciati perchè lei ed io non riuscivamo a costruire un rapporto profiquo, non riuscivamo a comunicare, non avevamo le stesse aspettative.
Se non si crea un'intesa è meglio per entrambi "lasciarsi".

Ora che devo sostituirla ancora più di prima mi domando chi sia la persona giusta da inserire nel team...
Al momento siamo strutturati così:

24 agosto 2011

Open Source Software... Specchietto per le ALLODOLE?

Sai quanto costano le licenze software per poter lavorare nel settore della CGI?
Un casino di soldi!
Pensa che nel mio studio siamo solo in 6 e se volessi lavorare con software blasonati come maya, houdini, nuke o affini sarei costretto a spendere intorno agli 80.000 € il primo anno e poi circa 10.000 € per tutti gli anni a seguire per poter mantenere gli strumenti aggiornarti  all'ultima versione disponibile....

E si è proprio una bella sommetta, per una realtà come la mia pariliamo di un valore pari al 20% del fatturato annuo... un voce di spesa davvero pesante!

Io questi soldi da spendere non li avevo quando ho iniziato e non li ho neanche ora... e allora?
vale la pena pensare a strategie alternative?

Potrei usare delle licenze craccate ma